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Sergio Gensini

Sergio Gensini (Bari, 17-20 ottobre 1996)

NOTA BIOGRAFICA

Sergio Gensini (Montaione, 26 marzo 1921 - Montaione, 18 novembre 2014) entrò nella nostra Società in occasione dell’Assemblea dei soci del 12 settembre 1948, con un biglietto da visita che gliene aprì facilmente le porte: una conferenza su La posizione della Valdelsa nella rivalità tra Siena e Firenze fino alla battaglia di Montaperti – poi pubblicata nella «Miscellanea » – che era stato l’argomento della sua tesi di laurea. Terminati gli studi classici, si era, infatti, iscritto alla Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze, dove si era laureato il 4 luglio 1948 discutendo la suddetta tesi, relatore Nicola Ottokar e correlatori Renato Piattoli e Carlo Morandi. All’indomani della laurea si iscriveva alla Scuola speciale per Bibliotecari e Archivisti della medesima Università e, conseguito il relativo diploma, iniziò la sua attività di assistente alla cattedra di Storia Medievale: nell’anno accademico 1949-1950, come volontario, con Renato Piattoli, nel triennio 1950-1953 come «assistente straordinario con retribuzione» con Nicola Ottokar, infine, nell’anno successivo, con Ernesto Sestan. Lasciato l’assistentato perché scarsamente retribuito, continuava l’insegnamento in varie scuole secondarie di primo e secondo grado, già iniziato prima della laurea, concludendo la sua carriera come Preside della Scuola media di Montaione. Dal 1964 al 1973 fu docente di Paleografia letteraria nei corsi estivi internazionali del ‘Centro sull’Ars Nova Italiana del Trecento’, istituiti dal Comune di Certaldo in collaborazione con l’Università di Bologna sotto la direzione del prof. Giuseppe Vecchi e poi dell’Università di Siena sotto la direzione del prof. Agostino Ziino. Negli anni accademici 1969-1970 e 1972-1973 diresse il seminario di Storia Valdelsana, organizzato dall’Istituto di Storia della Facoltà di Magistero dell’Università di Firenze – diretto allora da Giorgio Spini – nella sede decentrata di Certaldo e articolato in tre sezioni: Storia Medievale, Storia Moderna e Storia Contemporanea, partecipando anche agli esami degli allievi e, come correlatore, alle tesi di laurea da essi discusse. Dal 1988 al 2002 fu Ispettore onorario per i Beni ambientali, architettonici, artistici e storici per i Comuni di Castelfiorentino, Certaldo, Gambassi e Montaione e, dal 1991 al 1999, Ispettore archivistico onorario per gli stessi Comuni. Nel gennaio 1992 fu invitato da Luigi de Anna, professore di Lingua e Cultura Italiana all’Università di Turku (Finlandia), dove tenne un ciclo di lezioni su «I cronisti fiorentini del Trecento» nella stessa Università di Turku e in quella di Jyvaskyla. In quell’occasione tenne anche una serie di conferenze su «Lo strano viaggio in Terrasanta nel secolo XIV di un frate minore toscano, Niccolò da Poggibonsi» che gli furono richieste dalle sezioni della Società ‘Dante Alighieri’ di Turku e di Tampere e dalla sezione dell’Istituto Italiano di Cultura di Helsinki e dall’Università di Tampere. Sergio Gensini fu inoltre organizzatore di cultura essendo stato cofondatore nel 1985 del Centro di Studi sulla Civiltà del tardo Medioevo con sede a San Miniato e, nel 1988, del Centro Internazionale di Studi ‘La Gerusalemme’ di San Vivaldo con sede a Montaione, dotati ciascuno di un prestigioso Comitato scientifico. Del primo è stato Direttore fino al 2000 e fa tuttora parte del Comitato scientifico, mentre ha diretto il secondo fino al 2009 per esserne poi nominato Direttore onorario. È inoltre membro della Deputazione di Storia Patria per la Toscana nella quale, dal 1977 al 1986, ha fatto parte della Commissione per la pubblicazione dei testi statutari e di documenti per la Storia dell’Agricoltura; è Socio corrispondente dell’Accademia dei Sepolti di Volterra ed è stato Socio della Società Storica Lombarda, quale Direttore di una Rivista che aveva il cambio con l’«Archivio Storico Lombardo». È stato per alcuni anni Direttore della Biblioteca Comunale di Castelfiorentino. Ha ricoperto anche cariche politiche, essendo stato Assessore alla Pubblica Istruzione nella prima amministrazione eletta nel Dopoguerra a Montaione (1946-1951) e, dal 1970 al 1975, Assessore alla Cultura del Comune di Empoli. In tale ufficio, oltre a ripristinare nel 1972 il Premio letterario ‘Pozzale-Luigi Russo’, sospeso a seguito delle contestazioni del Sessantotto, e del quale rimase Segretario fino al 1991, avviò la costituzione del Centro Studi intitolato al grande musicista empolese Ferruccio Busoni. Fin dai primi anni Cinquanta entrò nel Consiglio direttivo della nostra Società, del quale ha continuato a far parte ininterrottamente: dapprima grazie alle ripetute conferme elettive, poi, dal 1961 in qualità di Direttore della «Miscellanea». Dal 1980 al 1986 fu anche Presidente della Società alla quale seppe imprimere nuovo impulso sia facendola partecipare come membro fondatore alla Associazione delle Società Storiche Toscane, del cui Consiglio direttivo egli stesso fece parte, sia facendole ottenere per la prima volta un contributo del Ministero per i Beni culturali e ambientali, sia riuscendo a coinvolgere nella direzione scientifica e a ottenere contributi per la Rivista di numerosi professori universitari. Da Presidente organizzò nel 1984 una gita in Polonia (dove già era esposta la Mostra itinerante su Arnolfo di Cambio organizzata in occasione delle manifestazioni per il VII centenario della battaglia di Colle del 1269, del cui comitato era Presidente) durante la quale i partecipanti furono ricevuti dal cardinale Joseph Glemp e visitarono la Kalwaria Zebrzydowska: un caso parallelo della ‘Gerusalemme’ di San Vivaldo. Nel 1985 fu ricevuto in udienza da papa Giovanni Paolo II, al quale fece omaggio del volume bilingue relativo ai due santuari, invitandolo a visitare San Vivaldo e ricevendone in risposta «Se capita occasione», che invece fu mancata quando il papa visitò Volterra. Sotto la sua direzione la nostra rivista riprese quota, in virtù anche della collaborazione sia del Comitato di Redazione istituito allora per la prima volta, sia dei consigli che gli venivano, come scrisse nelle Parole del nuovo direttore «da parte dei miei vecchi Maestri» e di «alcuni ex condiscepoli, oggi saliti in cattedra». Fu in questo contesto che la «Miscellanea» ottenne il riconoscimento ministeriale di rivista di elevato valore culturale e poté ampliare notevolmente il numero di ‘cambi’ con altre riviste di storia, tra la quali alcune di elevato prestigio come «Archivio Storico Italiano», «Aevum», «Atti dell’Accademia dei Lincei», «Rinascimento», «Bullettino dell’Istituto Storico Italiano e archivio Muratoriano», «Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa», «Annali della Fondazione Einaudi». La collaborazione personale del direttore alla Rivista fu, per la verità, piuttosto scarsa, se si escludono le molte recensioni, le schede, gli Appunti Bibliografici Valdelsani, rubrica che arricchì il Notiziario Bibliografico, da lui ripristinato dopo molti anni. Egli stesso, del resto, parlando del fondatore della «Miscellanea», scriveva che «il ruolo e la capacità di un direttore non si misurano tanto dalla collaborazione personale alla propria Rivista, quanto piuttosto dall’indirizzo che le imprime e dalla conseguente scelta dei collaboratori». E anch’egli seppe circondarsi di nuovi e talora prestigiosi collaboratori fra i quali, per fare solo alcuni nomi, Vittore Branca, Kurt von Fischer, Federico Ghisi, Federigo Melis, Giorgio Mori, Ugo Procacci, Zoltàn Rozsa, Ernesto Sestan, Giorgio Spini. Il suo fiore all’occhiello per quanto riguarda la nostra Società fu l’aver fondato – sull’orma degli «Studi e Testi Valdelsani» di Orazio Bacci – la «Biblioteca della “Miscellanea storica della Valdelsa”», giunta sotto la sua direzione al n. 24 e avallata, a partire dal quarto volume, da un Comitato scientifico formato da illustri docenti delle Università di Siena e di Firenze: le due che coprono il territorio della Valdelsa. All’interno della nostra Società, oltre a quelli del periodo della Presidenza Marzi, che erano di altra natura, ebbe vari scontri, anche assai vivaci, con membri del Consiglio Direttivo, dato il suo carattere non facile che gli ha sempre impedito di nascondere quello che pensa. Ma, a conti fatti, dobbiamo riconoscere che alla Società ha dedicato un fortissimo impegno durato ben 62 anni. La sua direzione della «Miscellanea» è stata la più lunga nella vita ultracentenaria della Rivista.

Sergio Gensini
Sergio Gensini
Sergio Gensini
Sergio Gensini nel 2011 durante una visita della Cappella della "Madonna dello spasimo" a San Vivaldo
Sergio Gensini con l'allora sindaco di Empoli Mario Assirelli al Premio Pozzale Luigi Russo Edizione 1973
Sergio Gensini con l'allora sindaco di Empoli Mario Assirelli al Premio Pozzale Luigi Russo Edizione 1973