Biblioteca della «Miscellanea Storica della Valdelsa», nn. 1-5
Biblioteca della «Miscellanea Storica della Valdelsa», nn. 6-10
Biblioteca della «Miscellanea Storica della Valdelsa», nn. 11-15
Biblioteca della «Miscellanea Storica della Valdelsa», nn. 16-20
Biblioteca della «Miscellanea Storica della Valdelsa», nn. 21-25

Messaggio di errore

Notice: Undefined variable: is_admin in eval() (linea 1 di /home/storicav/public_html/modules/php/php.module(80) : eval()'d code).

Le collane


Raccolta di Studi e Testi Valdelsani
Fondata e diretta dal 1901 al 1910 da Orazio Bacci.

[Presentazione della collana]1

La Società storica della Valdelsa con gli Studi e testi valdelsani si propone di dare appendice e compimento al lavoro già da otto anni iniziato nella sua Miscellanea. Non tutti gli argomenti possono, e per la sostanza e per la forma, adattarsi alle convenienze di un Periodico. In questa nuova collezione troveranno luogo opportunamente le memorie più ampie e le raccolte più copiose di documenti.

I volumetti verranno in luce senza determinazione di tempo, via via che se ne presti la materia e l’occasione.

IL DIRETTORE


Biblioteca della «Miscellanea Storica della Valdelsa»
Fondata nel 1977 da Sergio Gensini.
Direttore: Paolo Cammarosano.
Comitato scientifico: Mario Ascheri, Duccio Balestracci, Mario Caciagli, Paolo Cammarosano, Franco Cardini, Giovanni Cherubini, Giovanni Cipriani, Zeffiro Ciuffoletti, Italo Moretti, Stefano Moscadelli, Paolo Nardi, Carlo Pazzagli, Giuliano Pinto, Mauro Ronzani, Francesco Salvestrini, Simonetta Soldani.

Presentazione della Collana2

Sono trascorsi quasi settant’anni da quando, col volume su Semifonte di I. Del Lungo, cessò, nel 1910, la «Raccolta di Studi e Testi Valdelsani» diretta da O. Bacci, che era iniziata, nel 1901, con Le rime di Terino da Castelfiorentino rimatore del secolo XIII a cura di A. Ferrari.

Più volte, negli anni più recenti, ci eravamo proposti la ripresa di questa collana per collocarvi, come allora, quei lavori che non avrebbero potuto trovare adeguata accoglienza nel nostro periodico: sarebbe stato, oltretutto, un omaggio alla memoria dei nostri illustri predecessori che l’avevano ideata e così ben condotta, sia pure per un arco ristretto di anni. Ragioni di varia natura, ma soprattutto di carattere finanziario, ce lo avevano sempre impedito.

Sono, quindi, assai lieto di poter annunciare oggi che finalmente sono stati coronati da un successo ormai insperato gli sforzi congiunti del Comitato di redazione della «Miscellanea Storica della Valdelsa» e del Consiglio direttivo della omonima Società, i quali vedono così realizzato un progetto a lungo coltivato e soddisfatta l’aspettativa di tanti soci che ne hanno condiviso – anche se, forse, non altrettanto sofferto – l’ansia viva di questi anni di attesa.

A consentircelo ha contribuito, in maniera determinante, il sostegno – diretto o indiretto – delle Amministrazioni comunali valdelsane e della Regione Toscana, alle quali sentiamo il dovere di rendere pubblicamente grazie, con la speranza che esso non venga meno, ma anzi, sollecitato ovviamente da un nostro adeguato impegno, si rafforzi in futuro per permetterci di proseguire sulla strada felicemente imboccata.

La spinta morale, però, che determinò la decisione di perseguire ad ogni costo lo scopo che ci eravamo prefissi, venne, nel dicembre del 1974, dalla autorevole segnalazione – che riproduciamo qui a fronte – del Prof. Ranuccio Bianchi Bandinelli. La Sua scomparsa – quasi presagita nelle ultime righe di quella lettera e, purtroppo, sopravvenuta, entro breve tempo, il 17 gennaio 1975 – trasformò il nostro impegno nella puntigliosa volontà di esaudire questa Sua aspirazione, come segno di riconoscenza non solo verso l’illustre studioso, ma anche verso il Maestro nel quale l’alto livello scientifico e la profonda passione didattica si accompagnavano a un interesse umano, teso ad aiutare (secondo il dettato costituzionale, tanto ripetuto quanto disatteso, come l’amico Ranuccio spesso ci ricordava) quei giovani capaci e meritevoli che rappresentassero una sicura promessa per gli studi.

È per questo motivo che la nuova collana – la quale muta il titolo in quello, meno vincolante e più strettamente legato alla rivista, di «Biblioteca della “Miscellanea Storica della Valdelsa”», ma che dell’antica mantiene gli scopi – inizia con questo lavoro di Giuliano de Marinis di cui l’amico Ranuccio mi caldeggiò la pubblicazione nella lettera riprodotta, che non esiterei a definire un frammento di testamento spirituale, e che, se dà a noi il conforto di aver compiuto un’operazione culturale in linea con le tradizioni della Società e della rivista, è anche, di per sé sola, garanzia per il lettore di aver tra mano un’opera di indiscusso valore.

È quanto, del resto, ribadisce il Soprintendente archeologico della Toscana, Guglielmo Maetzke, nella prefazione che egli ha accettato cortesemente di scrivere per questo primo volume della collana e al quale – come pure all’amico de Marinis per la collaborazione – rivolgo, a nome del Comitato di redazione della «Miscellanea» e del Consiglio direttivo della Società Storica della Valdelsa, i più vivi ringraziamenti.

Sergio Gensini


1Orazio Bacci, in  Le rime di Terino da Castelfiorentino rimatore del secolo XIII, a cura di A. Ferrari, Castelfiorentino, Società Storica della Valdelsa, 1901 (Raccolta di Studi e Testi Valdelsani, 1), p. IV di cop.

2Sergio Gensini, in G. de Marinis, Topografia storica della Val d’Elsa in periodo etrusco, Castelfiorentino, Società Storica della Valdelsa, 1977 (Biblioteca della «Miscellanea Storica della Valdelsa», 1), pp. VII-VIII.